Moscato d'Asti DOCG - Az. Agricola Il Botolo

Vitigno: Moscato bianco

Altitudine: 210 m s.l.m.
Superficie: Ha 2,89,45
Esposizione: varieTipo di Terreno: argillo-marnoso
Densità Impianti: 4600 viti/Ha
Allevamento: guyot
Età Vigneto: oltre 25 anni

Zona di produzione: dai vigneti con la migliore esposizione della tenuta a Nizza Monferrato.

Vendemmia: 2013

Vinificazione: cuve in acciaio inox per la presa di spuma.
Affinamento: cuve in acciaio inox per 4 mesi.

Grado alcolico: 5 % vol

Caratteristiche organolettiche
Visive: colore giallo dorato.
Olfattive: profumo intenso, fruttato, con note di pesca gialla, albicocca e miele.
Gustative: in bocca è dolce, morbido, equilibrato e piacevolmente brioso. Vino dolce, unico per finezza ed eleganza, evoca all’assaggio la piacevole sensazione di gustare un grappolo di uva matura in vigna.

Abbinamenti: ideale abbinato alla pasticceria secca, dessert al cucchiaio, pesche sciroppate e macedonie di frutta.

Temperatura di servizio: 8-10°C

Curiosità: Langhe e Monferrato, queste sono le zone del Piemonte in cui nascono le uve di moscato bianco da cui si ottengono il Moscato d’ Asti e l’Asti Spumante. L’ area di produzione, delimitata ufficialmente fin dal lontano 1932 comprende 52 Comuni delle province di Asti, Alessandria e Cuneo. La superficie dei vigneti a moscato è di 9120 ettari, suddivisa tra oltre 6800 vignaioli. La zona del Moscato è situata nel sistema collinare alla destra del fiume Tanaro dove i terreni hanno le stesse origini geologiche e quindi le stesse caratteristiche, sia che appartengano all’Alto Monferrato, sia che si riconoscano nelle Langhe: assenza di rocce e struttura del terreno estremamente friabile.
La coltivazione del moscato è antichissima: se ne parla già negli Statuti del comune di Canelli nel 1200. Secondo un’antica fiaba astigiana, inoltre, le origini del Moscato risalirebbero al tempo degli Stanzianelli, fondatori della città di Asti.
Il “padre” del moscato è però riconosciuto nella persona di Giovan Battista Croce, gioielliere del Duca Carlo Emanuele I di Savoia. Considerato dai contemporanei “ uomo nobilissimo e ben versato in molte scienze tra cui quella dell’Agricoltura “, Croce metteva in pratica nella sua “ vigna ”, sulle colline torinesi, tutte le tradizionali tecniche enologiche del tempo adattandole alle sue esigenze, ma non solo. Inventò, sperimentò e perfezionò tecniche  della  pigiatura, della  diraspatura e della conservazione, ma soprattutto mise definitivamente a punto le norme tecniche per preparare il Moscato Piemontese.

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