Brachetto d'Acqui DOCG - Az. Agricola Il Botolo

Vitigno: Brachetto

Altitudine: 200 m s.l.m.
Superficie: Ha 1,27,17
Esposizione: nord – nord/est
Tipo di Terreno: limoso argilloso
Densità Impianti: 4600 viti/Ha
Allevamento: guyot
Età Vigneto: 20 anni

Zona di produzione: dai vigneti con la migliore esposizione della tenuta a Nizza Monferrato.

Vendemmia: 2013

Vinificazione: fermentazione in vinificatori in acciaio inox.
Affinamento: Cuve in acciaio inox per 4 mesi.

Grado alcolico: 5,5 % vol

Caratteristiche organolettiche
Visive: colore rosso rubino con sfumature rosso granato.
Olfattive: profumo delicato di rosa, fragola e muschio.
Gustative: sapore dolce, morbido e suadente.

Abbinamenti: ideale con torte di nocciola, crostate di frutta, pasticceria secca e macedonie di frutti di bosco,pesche e fragole.

Temperatura di servizio: 6-8°C. Si evidenzia che un' eccessivo abbassamento della medesima può bloccarne i profumi.

Curiosità: Le origini del Brachetto d’Acqui sono piuttosto controverse, ma l’ipotesi più fondata sembra, comunque essere quella che lo indica originario delle colline astigiane e del Monferrato. Apparso più volte nei secoli, l’antica delizia, inizia la sua storia all’epoca dell’Impero Romano, quando alcuni scrittori, descrivendo gli usi della Gallia Cisalpina, parlano di un vino dolce ed aromatico “IL VINUM ACQUENSE”, molto apprezzato dai patrizi.

Il Brachetto è stato prediletto nell’Ottocento e poi messo da parte per seguire le tendenze di costume.

Il 1969 riconobbe il Brachetto come D.O.C. e ritornò alla ribalta, soprattutto nella media borghesia rurale piemontese, nella quale era d’uso ricevere in casa signore nei pomeriggi estivi domenicali, ed il vino che veniva offerto in quelle occasioni era appunto il poco alcolico Brachetto. Infine nel 1996, il Brachetto fu riconosciuto come D.O.C.G.

Come vuole la tradizione popolare, Il Brachetto è il vino amato e preferito da una delle famose maschere italiane: Gianduja da Gioan d’laduja, Giovanni dal Boccale, che da questo rosso rubino frizzante, traeva la sua sana allegria. Il personaggio in questione era gran bevitore di Brachetto, l’unico vino indispensabile per soddisfare il suo raffinato palato e la voglia di allegria.

Esistono, inoltre, leggende affascinanti, come quella in cui Cleopatra dopo aver ricevuto in dono otri di  “Vinum Acquense”, lo facesse sorbire ai suoi amanti, prima Giulio Cesare e poi Marcoantonio, per accenderne gli ardori. La raccolta di tutte le leggende suggestive si trova attualmente al Museo del Brachetto nel paese di Quaranti.

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