Soave DOC - Soffi dell'est

Vitigno: Garganega e Trebbiano di Soave

Zona di produzione: parte orientale dell’arco collinare della provincia di Verona.

Vendemmia: 2013

Grado alcolico: 12% vol

Caratteristiche organolettiche
Visive: colore giallo paglierino con sfumature dorate
Olfattive: bouquet fine e delicato, con nitide note floreali e ricordi di mandorla
Gustative: secco, fresco, equilibrato. Buona la struttura e la sapidità.

Abbinamenti: si sposa con antipasti leggeri, minestre, risotti, piatti a base di pesce e carni bianche. Una vera delizia abbinato alle ostriche sia crude che gratinate.

Temperatura di servizio: 10-12°C

Curiosità:Il termine “Soave” sembra derivare dagli Svevi (Suaves), che calarono in Italia con il re longobardo Alboino, mentre il territorio era già, in epoca romana, un pagus, ovvero un distretto campagnolo circoscritto e forse centuriato.
Ma è possibile fare risalire la presenza della vite almeno a 40 milioni di anni fa. I reperti fossili ritrovati in cima alla Valle dell'Alpone, indicano la famiglia delle Ampelidee come la generatrice delle viti selvatiche europee. In Era Terziaria la Valle dell'Alpone, odierno sito dei vigneti, era completamente ricoperta d'acqua tranne un atollo dall'afoso clima tropicale. Qui sarebbe nata la vite, anche se è più probabile che le varietà fondamentali siano giunte dall'Oriente, come è accaduto alla gran parte dei vigneti europei. Per gli studiosi più affidabili, la nascita di ceppi storici come la Garganega è da attribuire alla contaminazione tra le uve Retiche, originate dalle Ampelidee, e i vitigni giunti dal bacino
del Mediterraneo.
Cassiodoro riassume ciò che prima dell'anno Mille pensavano i più importanti esperti di vino: nelle sue epistole si raccomanda di non far mancare mai alla mensa reale vini veronesi da uve bianche "soavissimi e corposi" capaci di esprimere "chiara purità....gioviale candidezza e soavità incredibile".
Nel 1500 la zona diventa un interessante laboratorio produttivo. A Soave si parla di viticoltura "a palo secco" così da staccare le piante dagli alberi ai quali erano sovente ancora maritate, si afferma la pergola con una gestione più intelligente, e si diffonde anche la coltura a viti basse.
Nel 1800 si fa serrato il confronto con i vini del Reno e con i Tokay ungheresi, e agli inizi dell'800 nasce a Verona una
“fabbrica di vino”. Cominciano a differenziarsi le produzioni di qualità e quelle più quantitative, si parla del taglio fra il Trebbiano di Soave e la Garganega come migliore combinazione qualitativa.
La Garganega, vitigno principale della denominazione Soave Doc (minimo 70%), e il Trebbiano di Soave, così come noi oggi li conosciamo, sono infatti il frutto di una lunga interazione naturale tra vitigno ed ambiente. La Garganega, nel “giardino Soave”, colline di terreno tufaceo di origine vulcanica con importanti affioramenti calcarei sa dare risultati
sorprendenti; dona al vino un patrimonio di profumi di particolare spicco, tra cui mandorla, fiori bianchi e sambuco.
Non ha un’acidità preponderante ma piuttosto un interessante equilibrio di estratti e zuccheri. Il Trebbiano di Soave
dona sapidità, finezza e aromaticità.

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