Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico - Le Commedie

Vitigno: Verdicchio

Zona di produzione: Comune di Montecarotto (AN), al centro della zona originaria più antica che permette al nostro prodotto di fregiarsi dell’indicazione Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico

Vendemmia: 2014

Grado alcolico: 12,5% vol.

Vinicazione: pressatura soffice delle uve, decantazione statica, fermentazione a temperatura controllata con lieviti selezionati e successiva breve sosta sulle fecce di fermentazione. Affinamento in bottiglia in magazzino termocondizionato.

Caratteristiche organolettiche
Visive: giallo paglierino con vividi riflessi verdognoli, tipici del vitigno.
Olfattive: l’intensità odorigena è complessa e lunga in persistenza. Le note fruttate, fini e delicate, annunciano sentori di pesca bianca e agrumi, nella fattispecie pompelmo. Variegate desinenze di biancospino e ginestra emergono dal fondo; acace e fiori di sambuco gli fanno da corona.
Gustative: gradevolissima è la sensazione fresca degli acidi e sali minerali che si alternano al moderato calore dell’alcol e al secco puntuale che contraddistingue il vino Verdicchio Classico dei Castelli di Jesi.

Abbinamenti: considerato tra i migliori vini bianchi al mondo da pesce azzurro, è indicato ad accompagnare le elaborazioni più svariate della cucina di mare. Ottimo abbinato anche a carni bianche lesse o alla brace.

Temperatura di servizio: 10-12°C

Curiosità: La zona di produzione della Doc Verdicchio dei Castelli di Jesi, comprende le colline al centro della provincia di Ancona e in minima parte territori delimitati in quella di Macerata. Possono vantarsi della menzione di “Classico” solo i vini Verdicchio dei Castelli di Jesi la cui produzione sia avvenuta all’interno della zona più antica, ovvero i comuni posti sulle vallate a ridosso del fiume Esino delimitate dalla linea che da Ostra-Arcevia scende a sud fino a Cupramontana-Apiro. Il terreno su cui sono stati coltivati i vitigni è in prevalenza di sabbia e argille mioceniche e plioceniche. Altitudine media di 220-380 m. s.l.m. Solo qui, infatti, la particolare natura del terreno, le favorevoli condizioni climatiche e, soprattutto, la costante ventilazione che impedisce il formarsi di umidità sui grappoli, rende possibile l'ottimale sviluppo di quest’uva.
Il vino Verdicchio, grazie alla sua particolare struttura e inconfondibile tipicità, determinata dal gradevolissimo sapore amarognolo, è da reputarsi, tra i vini bianchi secchi italiani, uno dei più idonei per l'abbinamento a tavola con una vasta varietà di cibi. Il Verdicchio infatti ha un "estratto secco", a cui si deve la struttura del vino, elevatissima per un bianco. Può raggiungere infatti il 28 per mille, uguagliando e superando così quello di molti vini rossi.
Pertanto, eccezione per un bianco, è da considerare a volte un vino di corpo. Il fatto che il suo estratto secco oscilli tra il 18 e il 28 per mille e il sapore piacevolmente amaro possa essere più o meno intenso, gli permette di abbinarsi bene sia a piatti delicati sia a piatti medio-robusti a base di carni bianche variamente cucinate.

Cenni storici: Il Verdicchio ha origini remote nel tempo, infatti già i Romani apprezzarono molto questo vino bianco locale, come risulta dagli scritti di Catone, Varrone e Plinio il Vecchio. Nonostante la viticoltura marchigiana sia stata incrementata, con leggi specifiche dallo Stato Pontificio, la fama del Verdicchio di Jesi non uscì dal suo ambito locale fino a pochi anni fa. Intorno agli anni ’50, venne creata un’esclusiva bottiglia a forma di anfora, disegnata dall’architetto Maiocchi, per valorizzare oltre al vino anche bellezza e sinuosità della Regione Marche: con questa immagine il vino divenne famoso in Italia e all’estero. E questa è la bottiglia scelta da La Cantina Ideale.

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