Fara DOC - Conti Bianco di San Secondo

Vitigno/i: Nebbiolo (75%), Vespolina e Uva Rara.

Zona di produzione: Comuni di Fara Novarese e Briona, in provincia di Novara.

Vendemmia: 2009

Grado alcolico: 12,5% vol

Vinicazione e affinamento: macerazione delle uve in acciaio a temperatura controllata di 25°C per 15 giorni; affinamento in acciaio per 12 mesi e successivo affinamento in botte grande di rovere francese per 24 mesi; segue imbottigliamento e maturazione in bottiglia.

Caratteristiche organolettiche
Visive: colore rosso rubino con riflessi arancio, caratteristici dell’affinamento in legno;
Olfattive: profumo fine, intenso, con sentori di fragola e viola mammola;
Gustative: gusto asciutto, sapido, armonico.

Abbinamenti: arrosti di carni rosse, salsiccia, selvaggina e formaggi di media stagionatura.

Temperatura di servizio: 16-18°C.

Curiosità: ll Fara è un vino DOC la cui produzione è consentita nei soli comuni di Fara Novarese e Briona, sui Colli Novaresi.
L’Alto Piemonte è una zona geologicamente molto diversificata, come dimostra la gamma di colori della terra e della roccia. Morene, sabbie e porfidi, con i terreni acidi e ricchi di magnesio, ferro e potassio, conferiscono ai vini strutture complesse e molto minerali. E' una terra privilegiata, dalla quale l’abilità e la passione dell’uomo, nel tempo, hanno saputo ricavare eccellenti risultati e nobili vini di grande tradizione storica.
Il Fara Doc in particolare deve la sua nascita e la sua fortuna ad abati, vescovi e signori, che in età medievale si dedicavano alla coltura dei vitigni da cui si produce questa DOC. Le motivazioni di tanta cura non erano solo di carattere liturgico, poiché era uso comune per la chiesa vendere il prodotto delle vigne per assicurarsi una rendita indispensabile al sostentamento della comunità ecclesiastica.
Il Fara è un vino di antica tradizione, noto per la sua resistenza all'invecchiamento. E' un vino superiore da grandi arrosti di carni rosse, ma è ottimo anche con cacciagione e selvaggina, con il pollame nobile in umido e piatti a base di carne di maiale.
Se ne consiglia la degustazione a una temperatura di 18°C in calici allungati; il periodo ottimale di consumo va dal quarto al decimo anno successivo alla vendemmia.

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