Barolo DOCG - Conti Bianco di San Secondo La Cantina

Vitigno: Nebbiolo

Zona di produzione: Barolo DOCG

Vendemmia: 2009

Grado alcolico: 14% vol

Caratteristiche organolettiche
Visive: colore, rosso granato con riflessi arancione.
Olfattive:profumo è intenso, ampio, con sentori di sottobosco, viola, vaniglia,liquirizia e spezie.
Gustative: in bocca è asciutto, vellutato, pieno, armonico, con un finale lungo e persistente.

Abbinamenti: Ideale l’accostamento ad arrosti di carne rossa, brasati, cacciagione, piatti con tartufo e formaggi stagionati.

Temperatura di servizio: 18°C

Curiosità: La zona del Barolo D.O.C.G. comprende complessivamente 11 comuni con altitudini comprese fra i 200 e i 550 mt. slm. : Monforte, Serralunga, Castiglione Falletto, La Morra, Novello, Verduno, Grinzane Cavour, Diano d'Alba, Roddi, Cherasco e, naturalmente, Barolo.
Questa zona di gran pregio è per molti aspetti unica poiché presenta caratteristiche particolari per quanto riguarda posizione, terreni e microclima che permettono di produrre vini di qualità superiore. L'uva di varietà Nebbiolo trova qui l'habitat ideale per esprimersi al massimo. E' importante ricordare come anticamente questa zona facesse parte di una grande pianura ricoperta dal mare. Nel corso dei millenni, a causa di fenomeni alluvionali marini, si sono progressivamente accumulati materiali di diversa origine. Questi si sono stratificati e successivamente, per l'azione erosiva dei fiumi, si sono formate le dolci colline che oggi possiamo ammirare. Esse sono caratterizzate da accumuli più scuri di origine argillosa (terre rosse) e altri di colore bianco-giallastro o anche bluastro di origina marnosa (tufo).
Proprio dove si concentrano questi ultimi si hanno le zone dove la vite soffre, per l'elevata presenza di calcare (carbonato di calcio), la compattezza del terreno, problemi idrici e nutrizionali ma produce le uve migliori destinate a diventare vino Barolo.

Cenni storici: La storia di questo prodotto ha inizio nel 1431 quando nei pubblici statuti di La Morra si citava il vitigno Nebiolium. Questi statuti prevedevano una pena pecuniaria di 5 lire per chi tagliava una di queste viti, ma in circostanze più gravi si arrivava fino al taglio della mano o all’impiccagione. Il termine Barol riferito al vino lo si rintraccia per la prima volta nel ‘700 nelle corrispondenze tra un ambasciatore a Londra dei Savoia e alcuni mercanti inglesi.
Spesso il Barolo viene definito ''re dei vini e vino dei re'' per le sue attitudini regali; si racconta che il Barolo fosse spesso sulle tavole del re Luigi XIV, e che ne fossero grandi estimatori Carlo Alberto, Vittorio Emanuele II, i Marchesi di Saluzzo e quelli del Monferrato, Maria Cristina di Savoia, Antonio Giolitti e, naturalmente, Cavour. Il Barolo come oggi è concepito nacque infatti intorno al 1840, quando Camillo Benso conte di Cavour, coadiuvato dall'enologo Stalieno e dal francese Oudart, per primo intuì le potenzialità di questo vino. A tenerlo a battesimo fu però Giulietta Vitturnia Colbert di Maulèvrier, moglie di Tancredi Falletti, che volle che il Nebbiolo delle sue cantine, si chiamasse come il paese di origine: Barolo appunto. Il 23 Aprile 1966 il Barolo acquisiva la denominazione di origine controllata e nel 1980 la denominazione di origine controllata e garantita.

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